Scuola Don Comelli Vigevano | Scegliere lo sport insieme al figlio
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Scegliere lo sport insieme al figlio

Scegliere lo sport insieme al figlio

QUESITO

Nostro figlio, otto anni, vuole fare sport. Può scegliere in base alle sue propensioni, al confronto con i suoi amici oppure decidiamo insieme, senza far troppo pesare il nostro parere?

Annarita (Milan0)

I genitori, volendo iscrivere il figlio a un corso di sport, si interrogano su qual possa essere la disciplina migliore, o quella che meglio riesce a interpretare i loro progetti educativi, dimenticando che la cosa più importante è che la disciplina prescelta sia condivisa dal figlio e che, soprattutto, sia a misura di bambino.

Come è fondamentale leggere i bisogni e le motivazioni del figlio, interrogandolo e interrogandosi. Solo in seguito possono entrare in gioco altri fattori, che orientano le scelte successive. Tutti i ragazzini hanno bisogno di gioco, in termini di svago, di relax, mentre le richieste di impegno possono risultare eccessive, in presenza di istruttori/allenatori molto esigenti. I compiti vanno sempre assegnati in progressione, giudiziosamente.

In ogni caso si possono distinguere le discipline sportive in base al grado e al tipo di componente neuropsichica presente, suddividerle in istintive e logiche, o quelle in cui sono maggiormente presenti processi decisionali, attenzionali e tattici. Oppure si può ipotizzare che la scelta vada fatta in base alle caratteristiche di personalità, o allo stile cognitivo del bambino. Con buon senso: guai, ad esempio, pensare a tutti i costi che il bambino dotato di intelligenza logica debba giocare a basket nel ruolo di playmaker. Così come non esistono sport maschili, o femminili, i veri nemici non sono la presunta violenza nei placcaggi, o gli scontri per la conquista della palla. Sono le richieste in entrare nel peso a tutti i costi, o di aderire all’immagine corporea richiesta dalla specialità sportiva praticata, o di dover rispondere ad alti livelli di stress, nel tentativo di raggiungere gli obiettivi. Occorre che i genitori vigilino sempre, le insidie esistono, il dialogo con i figli è cruciale. Parlare fa bene, sempre.